Questa sezione illustra gli obiettivi del progetto finanziato
Obiettivo generale
Rafforzare la qualità ecologica e la resilienza ambientale delle aree umide coinvolte, rigenerando habitatdegradati, migliorando lafunzionalità ecosistemica e attivando forme strutturate di cura e fruizionesostenibile del capitale naturale
Obiettivi specifici
OS1–Migliorare la funzionalità idro-morfologica delle zone umide, recuperando la capacità naturale diregolazione e stoccaggio idrico.
•OS2–Aumentare la resilienza climatica dei sistemi umidi attraverso soluzioni basate sulla natura.
•OS3–Contribuire alla qualità ecologica complessiva dei siti, attraverso interventi localizzati dinaturalizzazione, filtrazione vegetale e riduzione del disturbo antropico.
•OS4–Contenere la diffusione di specie aliene e favorire la conservazione della biodiversità autoctona.
•OS5–Promuovere la rinaturalizzazione della vegetazione igrofila e il recupero degli habitat prioritari.
•OS6–Rafforzare l’educazione ambientale e la consapevolezza civica attraverso strumenti didatticicontinuativi.
•OS7–Migliorare la fruizione inclusiva degli spazi naturali da parte di comunità e target vulnerabili.
•OS8–Attivare una comunità territoriale stabile per la gestione condivisa e la tutela partecipata dellearee umide
Effetti generabili sul territorio
Il progetto Resilient Wetland produrrà effetti concreti, misurabili e duraturi sul piano ecologico, territoriale e sociale, attivando processi rigenerativi nelle aree umide della bassa pianura veronese e generando benefici estesi anche al contesto circostante. Gli interventi proposti miglioreranno in modo integrato la funzionalità ecosistemica, la resilienza idro-climatica e la qualità della fruizione sostenibile. A livello ambientale, l’intervento permetterà il recupero ecologico e funzionale di circa 3 ettari di habitat umidi(tra gli interventi principali:1,5 ha di rinaturalizzazione della torbiera, 0,2 ha di messa a dimora di specie igrofile erbacee e, 0,09 ha di siepi arbustive arboree, 0.65 ha di ripristino del Laghetto del Parco Le Vallette),con riqualificazione morfologica e vegetale nei tre siti target (Riserva Naturale Palude del Brusà, Parco Le Vallette, Parco Valle del Menago), il rafforzamento della vegetazione igrofila autoctona e la creazione di microhabitat diversificati (dossi ecologici, isole vegetate e di nidificazione, siepi arbustive), a beneficio dell’avifauna, degli anfibi e degli insetti acquatici. L’intervento localizzato nel bacino del Parco Le Vallette migliorerà la regolazione idrica, aumentando la capacità di stoccaggio naturale di almeno10.000 m³/anno e contribuendo al contenimento degli impatti da eventi meteorici intensi. Pur limitati nella scala, gli interventi di fitodepurazione e filtrazione vegetale miglioreranno puntualmente la qualità delle acque nei tratti più esposti a carichi agricoli e urbani. La rimozione selettiva delle specie aliene invasive (es: per le piante: Acer negundo; per la fauna: Trachemys scripta, Silurus glanis, Carassius carassius, Cyprinus carpio, Gambusia affinis; Lepomis gibbosus, Sander lucioperca, Ameiurus melas) e il potenziamento della vegetazione autoctona porteranno a un incremento della biodiversità e a un miglior equilibrio trofico degli ecosistemi, rafforzando la capacità di resistenza degli habitat umidi. Il recupero dei suoli torbosi e della copertura vegetale contribuirà inoltre all’assorbimento di circa3.000 kg di CO₂/anno, promuovendo una maggiore capacità di sequestro del carbonio. Sul piano territoriale e sociale, il progetto attiverà presìdi permanenti di educazione e custodia ambientale, tra cui il Bosco Didattico, il sentiero biofilico-terapeutico e la Wetland Community, che favoriranno il coinvolgimento strutturato di cittadini, scuole, enti e realtà del terzo settore nella gestione delle aree umide. I laboratori didattici, le attività di citizen science, gli eventi pubblici e i programmi inclusivi attiveranno un percorso continuativo di educazione ambientale, benessere in natura e partecipazione civica, rafforzandola coesione territoriale e la costruzione di una comunità ecologica competente. Nel complesso, Resilient Wetland si configura come una buona pratica replicabile di rigenerazione integrata e governance partecipata, in grado di essere estesa a scala intercomunale o regionale, promuovendo sinergie tra conservazione ambientale, salute pubblica, educazione e cittadinanza attiva


